Killers of the Flower Moon: la storia vera dietro al film di Martin Scorsese

Killers of the Flower Moon, l'acclamato film di Martin Scorsese con protagonista Leonardo DiCaprio, è basat su una storia vera: ecco quale!

Candidato a ben dieci Premi Oscar (tra cui miglior film, miglior regista e migliore attrice protagonista), Killers of the Flower Moon è il 26esimo lungometraggio della carriera del regista Martin Scorsese. Con protagonisti Leonardo DiCaprio, Lily Gladstone e Robert De Niro, il film ha incassato in tutto il mondo quasi 160 milioni di dollari ed è basato su una tragica storia vera.

La storia vera dietro al film Killers of the Flower Moon

Killers of the Flower Moon; cinematographe.it

Killers of the Flower Moon è l’adattamento cinematografico dell’omonimo saggio scritto da David Grann, a sua volta tratto da fatti realmente accaduti nei primi anni novecento in Oklahoma, tra i membri della Nazione Osage. Dopo aver vissuto per secoli in quello che oggi è il Midwest degli Stati Uniti, la fascia di stati nella parte centro-settentrionale del paese, gli Osage furono costretti a lasciare le proprie vastissime terre in Kansas dai coloni bianchi che le avevano occupate. Nel 1906, quasi 45 anni dopo aver acquistato e costruito una riserva nel territorio indiano dell’Oklahoma centro-settentrionale, il capo principale del popolo dei nativi americani James Bigheart e un avvocato mezzo nativo di nome John Palmer negoziarono un accordo con il governo degli Stati Uniti in base al quale ogni membro della comunità Osage, composta da poco più di 2.200 individui, ricevette un lotto di terra di circa 657 acri e il diritto a delle royalties sulla produzione di petrolio della Osage Mineral Estate, che venivano trasmesse anche a tutti i loro eredi. 

Negli anni di grande espansione del mercato del petrolio, gli Osage affittarono la loro terra ai cercatori bianchi attraverso dei contratti gestiti dal dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti e diventarono ricchissimi. “Solo nel 1923 la tribù incassò più di 30 milioni di dollari, l’equivalente odierno di oltre 400 milioni di dollari“, si legge nel saggio di David Grann. Con questi ricavi, gli Osage ebbero la possibilità di mandare i propri figli a studiare in prestigiose scuole private, di costruire ville, di acquistare auto di lusso e di viaggiare addirittura in Europa. Il loro status di ricchezza arrivò alle orecchie di moltissimi bianchi attraverso i principali giornali della nazione. Tra loro c’erano imprenditori vogliosi di entrar a far parte del mercato del petrolio, ma anche molti approfittatori.

Killers of the Flower Moon; cinematographe.it

Per via dei pregiudizi razzisti ma anche per metter freno alla ricchezza del popolo di nativi americani, il Congresso degli Stati Uniti decise di mettere in atto un sistema di tutela. Secondo la legge, a ogni Osage ritenuto “incompetente” veniva assegnato un tutore (quasi sempre avvocati o uomini d’affari bianchi che si erano trasferiti nella zona), il quale aveva il compito di gestire e controllare i suoi soldi. Con questo sistema, tantissimi tutori iniziarono a trattenere o rubare completamente il denaro agli Osage. Nel 1924 il dipartimento dell’Interno accusò più di venti tutori di aver sottratto illegalmente agli Osage milioni di dollari, ma tutti evitarono il carcere grazie a dei patteggiamenti. Il modo più legale per accedere alle fortune della tribù era il matrimonio. Molti uomini bianchi, infatti in quegli anni iniziarono a sposarsi con le donne Osage, fra cui la protagonista di Killers of the Flower Moon Mollie Burkhart e le sue tre sorelle.

Nel 1921 iniziò ufficialmente Il Regno del Terrore. Nel giro di quattro anni, tra la comunità degli Osage si registrarono decine e decine di morti sospette. Le vittime erano sia uomini che donne. In un’intervista rilasciata ai microfoni della BBC, David Grann ha confessato: “Ho trovato prove di medici che somministravano veleno e di becchini che coprivano ferite da arma da fuoco. Alcuni tutori, avvocati e pubblici ministeri erano lì e non indagavano su questi crimini, anzi talvolta ne prendevano parte“. A uccidere le donne erano spesso i loro mariti bianchi, mentre gli uomini dai loro tutori. Il movente era semplice: ereditare terre e denaro. La famiglia della protagonista di Killers of the Flower Moon Mollie Burkhart venne praticamente decimata. A essere uccisi furono anche diversi investigatori privati e avvocati che stavano indagando sui crimini.

Killers of the Flower Moon; cinematographe.it
Lily Gladstone e la vera Mollie Burkhart

Dopo che Rita e Bill Smith e la loro governante Nettie Brookshire furono uccisi in un’esplosione nella loro casa, l’Osage Tribal Council decise di rivolgersi al Bureau of Investigation (rinominato nel 1935 FBI), una divisione creata nel 1908 per volere di Theodore Roosevelt specializzata in casi che andavano oltre la giurisdizione o le competenze dei dipartimenti locali. Nel 1924, J. Edgar Hoover fu nominato direttore dell’agenzia e prese subito in possesso le indagini sugli omicidi degli Osage. Nominò a capo delle indagini l’ex Texas Ranger Tom White (interpretato in Killers of the Flower Moon da Jesse Plemons). Mentre quest’ultimo indagava sulle morti, nel 1925 il Congresso degli Stati Uniti modificò la legge per proibire ai non Osage di ereditare le royalties petrolifere degli Osage e gli omicidi diminuirono, ma non si fermarono per altri cinque anni.

L’ex Texas Ranger Tom White, interpretato nel film da Jesse Plemons

Secondo le stime, tra il 1921 e il 1930, vennero uccisi un centinaio di Osage. Molti omicidi furono registrati come morti accidentali e sono ancora oggi irrisolti. A causa dei continui insabbiamenti, dell’omicidio o della morte di alcuni testimoni chiave, pochissime persone furono processate. Il Congresso degli Stati Uniti ha continuato a gestire i contratti di locazione dei pozzi di petrolio e il sistema dei tutori degli Osage fu veramente eliminato solo negli anni Settanta. Nel 2000, la Nazione Osage ha intentato una causa contro il dipartimento dell’Interno. Nel 2011 il governo statunitense ha risarcito la Nazione Osage di ben 380 milioni di dollari (l’equivalente di quasi 500 milioni di euro nel 2023), uno dei risarcimenti più alti nella storia del rapporto fra il governo e le popolazioni indigene.

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