Guglielmo Tell: recensione del film storico con Claes Bang

Guglielmo Tell è un film autoconclusivo e tale dovrebbe restare,

Chiunque conosce la storia di Guglielmo Tell e della “famosa” mela: il film diretto da Nick Hamm, al cinema dal 3 aprile 2025, ripercorre l’epica leggenda dell’eroe svizzero, ancora oggi oggetto di studio per attestarne la sua reale esistenza. Siamo nel XIV, in un periodo turbolento in Europa: le nazione si contendono il dominio all’interno del Sacro Romano Impero. La Svizzera è un territorio neutrale, tuttavia minacciato dall’ambizioso Impero austriaco che mira a inglobarlo. Guglielmo Tell (Claes Bang), cacciatore che aveva giurato di appendere la balestra al muro dopo la terribile esperienza in guerra, si ritrova a riprendere l’arma quando la sua famiglia e la sua patria sono messe in pericolo dal tirannico re Alberto I d’Asburgo (Ben Kingsley) e dal suo crudele signore della guerra Gessler (Connor Swindells). Guidando il suo popolo, Tell diventerà il simbolo di una lotta per la libertà e l’indipendenza: la resistenza degli svizzeri cambierà per sempre il destino della sua terra.

Guglielmo Tell, un’avventura epica senza tempo retta da una trama e un cast equilibrato

Il film diretto e scritto da Nick Hamm, che a sua volta si è basato sull’omonima opera teatrale di Friedrich Schiller, è un racconto equilibrato, che unisce epicità e avventura, con un tono piuttosto moderno. Guglielmo Tell trova voce e corpo nell’attore danese Claes Bang, dotato di gran carisma da uomo/attore d’altri tempi. La pellicola cerca di ridare vita a un personaggio leggendario, la cui figura è ancora oggi contestata: Guglielmo Tell è davvero esistito? E quale fu il suo ruolo nell’indipendenza della Svizzera? La narrazione è tipica del racconto d’avventura, ma aggiunge quel pizzico di modernità, a volte esagerando nella sua rappresentazione – come la scena in mare che vede Tell prigioniero del tirannico Gessler, anch’essa figura realmente esistita. I personaggi femminili sono molto attuali per come vengono presentati. Suna, la moglie straniera di Guglielmo, interpretata dall’attrice iraniana Golshifteh Farahani (già vista in Leggere Lolita a Teheran) è una donna forte e combattiva, così come la giovane principessa Bertha (Ellie Bamber), che fugge da un matrimonio combinato per aiutare la popolazione svizzera a ribellarsi all’Impero e stringe un’alleanza con l’eroe protagonista.

Guglielmo Tell è un film d’avventura che mantiene un buon ritmo tipico del suo genere: c’è azione, lotte, sangue e violenza quanto basta. Claes Bang si dimostra in grado di guidare da solo un racconto che, nei suoi limiti, contiene tutti gli elementi per intrattenere, sebbene alcun difetti. Non sarà un film memorabile, ma Nick Hamm sa come si dirige una storia del genere.

Guglielmo Tell: valutazione e conclusione

Guglielmo Tell non è un film che, a visione conclusa, lascia qualcosa: come già detto prima, non è un’opera memorabile, né ci sono interpretazioni impressionanti, però sa fare il suo lavoro, che è quello di intrattenere. Portare sullo schermo la storia di una figura storica, sia essa leggendaria o realmente esistita, è un’operazione che affascina in qualunque forma, e quella di Tell non è da meno. Nel suo film, Nick Hamm non manca di rappresentare la terribile (ma anche celebre) prova della mela che, posta sulla testa del figlio, l’eroe avrebbe dovuto centrare con la sua balestra. Il regista dà enfasi alla scena e riesce benissimo: è la sequenza che funziona meglio. Guglielmo Tell è un film autoconclusivo e tale dovrebbe restare; ecco perché quel finale aperto, che allude alla possibilità di un sequel, stona con l’intera rappresentazione scenica della sua figura: parliamo comunque di un eroe leggendario, non di un supereroe. Perciò un possibile secondo film non sarebbe necessario.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.8