Holland: recensione del film Prime Video con Nicole Kidman

Dal 27 marzo 2025 su Prime Video, Holland vede Nicole Kidman interpretare il ruolo di protagonista in una storia familiare inquietante.

Ogni giorno, mi sveglio nel miglior posto sulla faccia della Terra: Holland in Michigan. È semplicemente perfetto. Mi guardo intorno e mi sembra un sogno”, ci dice Nancy Vandergroot (Nicole Kidman). Ma viene da chiedersi se i sogni siano realtà oppure illusioni? Torna Nicole Kidman, che sembra non fermarsi un momento ed essere nel pieno della sua potenza creativa: basti pensare – tra le tante – alle recenti interpretazioni in Big Little Lies, The Undoing, Nine Perfect Strangers, Expats, The Perfect Couple e Babygirl, solo per citare qualche titolo.

Holland - Cinematographe.it

Mystery thriller drama, Holland è un film firmato da Mimi Cave e scritto da Andrew Sodroski, che vede protagonista l’insegnante Nancy, moglie e mamma di un bambino che vive nella cittadina di Holland – in Michigan, per l’appunto – fondata da olandesi-americani. La donna comincia, ben presto, a sospettare che il marito viva una doppia vita, ma le cose si rivelano essere peggiori di quanto inizialmente immaginato. Holland è disponibile in streaming, su Prime Video, dal 27 marzo 2025.

Holland: il turbamento interiore di una donna celato dietro una facciata apparentemente tranquilla

Holland - Cinematographe.it

Ancora una volta, Nicole Kidman si immerge nel ruolo di una donna che nasconde il proprio turbamento interiore sotto una facciata di apparente tranquillità. La qualità dell’interpretazione dell’attrice è – come sempre – al top, ma non riflette appieno quella del progetto che sembra vacillare. Non solo attrice, ma Kidman ne è anche produttrice. Holland racconta la storia di una famiglia illusoriamente perfetta. Tra sospetti e segreti, veniamo accompagnati per mano in un viaggio che si rivela particolarmente inquietante e disturbante.

Nancy vive nella pittoresca cittadina di Holland, che è conosciuta per il festival dei tulipani e per la sua tranquillità. Qui, la donna si sente felice: è sposata, ha un figlio e un lavoro che ama (è insegnante di economia domestica). Tutto cambia quando la donna comincia a sospettare che il marito, un optometrista di nome Fred (Matthew Macfadyen), la tradisca. Il rapporto con il figlio, Harry (Jude Hill), è un po’ difficile: il bambino, infatti, sembra andare più d’accordo con il padre. In realtà, non ci sono grandi prove che Fred abbia un’altra relazione, ma Nancy nutre dei sospetti.

Se inizialmente sembra che sia innamorata del marito, poco dopo scopriamo che lo è del collega Dave Delgado (Gael García Bernal) a cui chiede aiuto per provare l’infedeltà del marito. Tutto questo mentre Dave – che è un immigrato messicano – combatte il razzismo di cui è vittima e Cave esplora gli incubi di Nancy in sequenze surreali. La sceneggiatura, però, non convince del tutto nei ritmi: alcuni sviluppi dei personaggi appaiono affrettati, non riuscendo a mantenere un buon equilibrio tra i momenti di azione e introspezione.

La nostalgia anni Novanta, la paranoia, le atmosfere sinistre e la mancanza di fiducia

Holland - Cinematographe.it

Holland è ambientato nell’anno 2000, motivo per cui si respira una forte nostalgia degli anni Novanta. Nancy ascolta No More I Love You’s di Annie Lennox e fanno capolino diversi cellulari Nokia, Polaroid, PC e TV dell’epoca, oltre a DVD come quello di Mrs. Doubtfire. Nancy raccoglie prove alla vecchia maniera: cercando tra le scatole in casa, tra gli scontrini nell’ufficio del marito e pedinandolo. Oggi, certamente, tra le prime cose da fare ci sarebbe il controllo di smartphone e laptop.

Quello che salta all’occhio è la paranoia che colpisce Nancy. Inizialmente, crede che qualcuno le abbia rubato un orecchino, ma poi si scopre che non è così. Più la storia procede, più ci si chiede se anche i sospetti su Fred siano frutto della sua immaginazione. Oltre al tocco nostalgico legato agli anni Novanta e alla paranoia che pervade Nancy, a emergere sono anche le atmosfere sinistre e il ritratto inquietante della vita suburbana, il tutto accompagnato da una performance di Kidman comunque carismatica e potente.
Holland, certamente, indaga alcune delle dinamiche più oscure delle relazioni, così come la mancanza di fiducia. Apparentemente, Holland è una cittadina serena in cui tutti si conoscono, ma la vita provinciale ha un lato nascosto fatto di segreti inconfessabili e una realtà lontana da quella che viene mostrata inizialmente. Ci si domanda, quindi, fino a che punto possiamo dire di conoscere le persone con le quali condividiamo la nostra vita?

Holland: valutazione e conclusione

Con la regia attenta e precisa di Mimi Cave, Holland mostra come una vita tranquilla e felice possa trasformarsi in qualcosa di inquietante e claustrofobico. La performance di Nicole Kidman è di alto livello, così come quelle di Gael García Bernal e Matthew Macfadyen, ma questo non basta a compensare alcuni aspetti che il film avrebbe potuto sviluppare meglio (come il passato di Nancy appena accennato, ma non esplorato a fondo). Sarebbe stato interessante anche approfondire la xenofobia sommariamente mostrata, che aleggia in una cittadina che, pur sembrando gentile, si rivela arretrata e bigotta. La nostalgia degli anni Novanta – con riferimenti a musica, tecnologia e oggetti dell’epoca – contribuisce a creare un’atmosfera che affascina ma, nel complesso, non è sufficiente a salvare il film. In sintesi, Holland è un film ben recitato che esplora le dinamiche oscure delle relazioni, ma che manca di ritmo, profondità e suspense.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 4
Sonoro - 3
Emozione - 2

2.8