Un Film Minecraft: recensione dell’action fantastico di Jared Hess

Un Film Minecraft, con Jason Momoa, Emma Myers e Jack Black, è l'adattamento per il grande schermo del popolare videogioco. Al cinema dal 3 aprile 2025.

L’attesa è di quelle importanti. L’adattamento del videogioco, da un po’ di tempo a questa parte, è una delle frontiere di maggior prestigio per il cinema commerciale americano, ma non si tratta solo di questo. Considerando l’appeal culturale e il successo di pubblico, è naturale che le aspettative suscitate dall’adattamento cinematografico di Minecraft fossero particolarmente alte. Un Film Minecraft, regia di Jared Hess (Napoleon Dynamite), arriva nelle sale italiane il 3 aprile 2025 per Warner Bros. Pictures Italia. Protagonisti Jack Black, Jason Momoa, Emma Myers, Sebastian Hansen e Danielle Brooks; cinema per l’infanzia (non per tutta la famiglia), orgoglioso di esserlo, promette avventura, colore, immaginazione al potere e ritmi indiavolati. Promette, non mantiene poi tanto. Tra le voci italiane, c’è anche Mara Maionchi.

Un Film Minecraft: fuga dalla realtà…verso una realtà molto più creativa

Un film Minecraft; cinematographe.it

Steve (Jack Black) è infelice. Ce lo racconta lui, partendo dall’infanzia e dalla curiosa (ma perché, poi?) passione per le miniere. Cresciuto, si ritrova con un lavoro da impiegato e zero prospettive. Per ribellarsi a un destino già scritto, Steve molla tutto e si precipita nella miniera più vicina per realizzare il suo sogno. Qui trova due cubi dalle potenzialità prodigiose che lo scagliano nell’Overworld, un magico mondo digitale in cui le normali leggi della fisica non valgono e dove, manipolando mattoncini di forma cubica, è possibile disegnare la realtà a proprio piacimento. Peccato che l’Overworld contenga un passaggio segreto verso il Nether, regno infernale governato da Malgosha, strega cinica e rancorosa (la voce è di Mara Maionchi). Malgosha cattura Steve e lui fa in modo di nascondere i cubi nel nostro mondo per preservarlo dal Nether, dove resta prigioniero auto sacrificandosi per il bene comune. Così si conclude il dettagliato riassunto dei primi venti minuti del film. Valeva la pena di riportarlo per dare un’idea della totale, assoluta, ineludibile mancanza di sottigliezza della storia. È tutto in sovraimpressione, senza sfumature, senza ambiguità. Da qui in poi, arrivano gli altri.

E gli altri sono, tanto per cominciare, Garrett “Garbage Man” (Jason Momoa), appassito gamer (il migliore del 1989, ma è passato un po’ e nessuno se lo ricorda) in cerca di una scintilla che gli rimetta in moto la vita; due giovani, fratello e sorella, Natalie (Emma Myers) e Henry (Sebastian Hansen), orfani e alla ricerca di una vita migliore e, per finire, l’immobiliarista Dawn (Danielle Brooks). La premessa di Un Film Minecraft – che è molto esile ed è un bene, perché le regole d’ingaggio di una buona storia devono essere secche e perfettamente leggibili – è semplice: l’Overworld attira persone inespresse, infelici, con un vuoto dentro da colmare.

La creatività, il colore, la ricchezza di possibilità dell’Overworld, il fronte comune contro le minacce di Malgosha, dovrebbero “svegliare” i protagonisti, costringerli a riprendere in mano le loro vite, aprendosi all’immaginazione ma senza scordare il mondo reale e le sue sfide. È sul terreno dell’immaginazione che si misura l’efficacia del film e la sua coerenza: Un Film Minecraft, mentre tesse l’elogio della creatività, mentre esalta la libertà ispiratrice dei sogni opposta al grigiore della realtà, riesce a costruire una forma (estetica, narrativa, tematica, sentimentale) all’altezza delle aspettative? In altre parole: il film sulla creatività è sufficientemente creativo? Con qualche eccezione sparsa qui e là, la riposta, purtroppo, è no.

Un film sull’immaginazione, con poca immaginazione

minecraft - cinematographe.it

Un Film Minecraft vale, soprattutto, per quello che ci racconta sullo stato dell’arte del moderno cinema commerciale. Di attuale, nel film diretto da Jared Hess, di perfettamente intonato al presente, c’è il rifiuto quasi ideologico della sottigliezza. Nell’ora e quaranta circa di durata non c’è nulla di sotteso, nascosto, camuffato. Un film Minecraft è un’ininterrotta esposizione senza ulteriori piani di lettura a complicarne l’architettura. Il cinema per l’infanzia, quando funziona, ha di speciale questo: che parla a un tipo di pubblico (giovane) per farsi intendere da un altro (più in là con gli anni). Spiega ai primi in cosa consista la vita, ma senza scosse, ricorda agli adulti com’era da giovani e rende con il suo linguaggio universale tutti partecipi dell’emozione, delle sfide, del sentimento della vita. Un Film Minecraft non ha abbastanza frecce a disposizione per stabilire un’efficace comunicazione con il suo pubblico.

L’eccessivo didascalismo blocca tutto a livello delle premesse, spegnendo l’azione e l’avventura, statiche e poco “incendiate”, e banalizzando la costruzione di psicologie efficaci. La chiave di volta del film dovrebbe essere il rapporto di odio/amore, l’amicizia un po’ folle, tra Jack Black e Jason Momoa. Sono i pezzi grossi, le sorgenti del carisma, e a volte la storia ricorda di far scorrere l’azione e l’umorismo sul carisma autoironico dei due protagonisti; Steve e Garrett sono due adorabili perdenti, sconfitti dalla vita e desiderosi di rifarsi con l’immaginazione. Quando il film riesce a metterli al centro della scena c’è l’azione, c’è l’umorismo infantile, c’è la scintilla del film come avrebbe potuto (dovuto) essere. Ma capita a corrente alternata.

Il discorso si applica anche ai colleghi. Non c’è abbastanza carne al fuoco nel trauma familiare (appena accennato e rapidamente messo in un angolo) di Sebastian Hansen e Emma Myers, né va meglio a Danielle Brooks. Forse il torto più grande, Un Film Minecraft lo procura senza neanche rendersene conto alla bravissima Jennifer Coolidge (The White Lotus), limitata a una storyline secondaria abbastanza slegata dal resto della storia e non del tutto chiusa; il suo umorismo, autoironico, fragile e un po’ nevrotico, meritava più spazio. Ma è questo il problema di Un Film Minecraft: se la morale della favola è l’invito a riscoprire la forza anarchica e liberatrice dell’immaginazione per contaminare (e riscattare) la noia della vita con un po’ di colore e fantasia, al film mancano proprio il colore e la fantasia necessari a insaporire l’azione, schizzare i caratteri, modellare un’estetica convincente. Anche l’animazione, oltre l’esteriorità curatissima, manca di forza e originalità

Un Film Minecraft: valutazione e conclusione

Resta da vedere se la combo videogioco di gran presa e protagonisti dall’indiscutibile appeal farà dimenticare al pubblico le lacune – è un vero peccato, le premesse erano incoraggianti – di Un Film Minecraft. Apprezzabile l’autoironia fracassona di Jason Momoa e la vitalità elettrica e carismatica di Jack Black che si conferma, nella sua autorevolezza, l’Orson Welles – fisicamente imponente e oltremodo barbuto – della cultura pop contemporanea. Nel film fa anche più del minimo sindacale, mettendo in mostra la consueta espressività luciferina e le apprezzabili doti canore (è il cantante e chitarrista del duo rock Tenacious D). I problemi sono a monte: uno script senza immaginazione – una mancanza di coerenza letale, data la storia – e una regia che non sa tradurlo in ritmo e vigore. La lezione è da tenere a mente: l’avventura, l’azione e il colore del videogioco possono non bastare. Il cinema ha sempre bisogno di una buona storia e di buoni personaggi. Se fatica a rintracciarli alla fonte deve costruirseli da sé, dopo. Il film ha troppa fiducia nel videogioco e non abbastanza in se stesso.

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Regia - 2
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.5