La Ragazza del Mare, parlano Daisy Ridley e il regista: “La storia di Trudy Ederle ha rivoluzionato lo sport per le donne”

Daisy Ridley, il regista Joachim Rønning e il produttore Jerry Bruckheimer ci raccontano La Ragazza del Mare, film in uscita su Disney+.

Ci sono eventi nella storia che vengono dimenticati per motivi sconosciuti, e quella de La Ragazza del Mare è uno di questi. Il film, disponibile su Disney+ dal 19 luglio 2024 (qui la nostra recensione), racconta la vera storia di Trudy Ederle, la prima donna ad aver attraversato il canale della Manica a nuoto nel 1926. Un evento passato inosservato nella storia, ma che ha rivoluzionato il modo in cui le donne si sono lanciate negli sport che fino ad allora era destinato solo agli uomini. Cinematographe.it ha parlato con la protagonista del biopic, Daisy Ridley, il regista Joachim Rønning e il produttore Jerry Bruckheimer.

La Ragazza del Mare: perché era necessario raccontare la storia di Trudy Ederle?

La ragazza e il mare; cinematographe.it

“Succede spesso con la storia. Le persone dimenticano. Ecco perché ci siamo sentiti quasi obbligati a raccontare questa storia e a far riscoprire Trudy al mondo, con queste parole, il regista Joachim Rønning ci spiega perché era necessario raccontare questa storia. “Ero scioccato nel non conoscerla perché fu un evento di portata mondiale quando accadde, un centinaio di anni fa. E in tanti modi ha cambiato per sempre lo sport per le donne. E’ una storia drammatica, ma ha tanto nel suo insieme: emozioni, umorismo ed è anche spaventoso. Tutto ciò si trova nel meraviglioso copione di Jeff Nathanson. Sono stato davvero onorato di farne parte e aver potuto raccontare la storia di Trudy alle mie figlie, così come alle adolescenti di tutto il mondo.”

Daisy Ridley era davvero molto entusiasta all’idea di vestire i panni di questa giovane donna così coraggiosa e determinata, che ha sfidato le convenzioni dell’epoca, all’interno di una società patriarcale e sessista. “Lei è il personaggio più gioioso che ho interpretato. Ed è stato anche gioioso interpretarlo! Trudy è determinata. Inizialmente non vede gli ostacoli che ci sono, a differenza di altri. Lei è lì, pronta per la sua avventura nel fare ciò che ama di più”, ha dichiarato l’attrice.

La Ragazza del Mare non è solo un biopic, ma per Daisy Ridley e il regista racconta la storia di una famiglia

Non solo Trudy: La Ragazza del Mare è anche la storia dell’amore di due genitori per la loro figlia, e dello straordinario legame tra due sorelle. “Ti ritrovi a tifare per tutti loro”, ha affermato Daisy Ridley. “Joachim ha raccontato una storia intima e meravigliosa di queste persone che si vogliono così tanto bene, esplorando la società e la visione delle donne nello sport in quell’epoca.” L’attrice britannica ha potuto leggere le prime reazioni della critica, dopo che il film è uscito nei cinema statunitensi lo scorso maggio, e ne è rimasta sorpresa ed estasiata. “E’ stato bello, perché questo film parla al cuore della gente. Credo siamo nel momento giusto per vedere un film del genere.”

Il regista ci ha spiegato di aver sempre voluto raccontare La Ragazza del Mare attraverso gli occhi della famiglia di Trudy, prendendo in esame non solo la sua figura storica. “Volevo fare un film su questa ragazza che sfida ogni cosa, ed è così determinata nel riuscirci da voler rischiare anche la sua vita. Poteva essere un po’ difficile per il pubblico identificarla. Ecco perché volevo quasi raccontare il tutto attraverso gli occhi della famiglia di Trudy, perché loro erano con lei in quei momenti. Inoltre rappresentano varie sfumature della società dell’epoca. Sento che la famiglia è importante quanto l’avventura stessa.”

La preparazione di Daisy Ridley

la ragazza e il mare; cinematographe.it

Dietro La Ragazza del Mare non c’è stata ovviamente solo tanta ricerca e studio da parte di Daisy Ridley, ma anche preparazione fisica. Le scene in mare aperto non sono state ricreate digitalmente, ma sono realmente girate in acqua. Il produttore Jerry Bruckheimer ha sottolineato l’intenso allenamento a cui si è sottoposta la Ridley: “Vediamo troppe cose ricreate in studio. Daisy si è allenata per tre mesi; ha lavorato con un nuotatore olimpionico ed era davvero brava. Lo stress e la tensione di stare in acqua fredda l’ha certamente aiutata a livello preparativo. Ha fatto esattamente come Trudy.”

Per Daisy Ridley poteva essere un ambiente pericoloso, e Rønning ne era consapevole. Una sfida che l’attrice ha accettato fin da subito. “Era difficile all’inizio. Ho fatto nuoto da piccola, ma non è che impari subito lo stile libero. Mi sono alleta per tre mesi; giravamo il film e continuavo a nuotare. Più nuotavo, più imparavo. E poi in mare aperto… la temperatura era molto diversa. Molto bassa”, ha confidato la star. Nonostante tutto, la Ridley non si è arresa e ha pensato a cosa avrebbe fatto Trudy in quel momento: “Era tutto così meraviglioso. La vita che imita l’arte in un livello così intimo: là fuori, io ero da sola.”