Le assaggiatrici: Silvio Soldini parla del film tratto da una storia vera [VIDEO]

Silvio Soldini ci svela curiosità e dettagli su Le assaggiatrici, il suo ultimo film, al cinema dopo un passaggio al Bif&st 2025.

Silvio Soldini, regista, sceneggiatore e traduttore italiano, torna al cinema dopo quattro anni con il film Le assaggiatrici, opera basata sul romanzo di Rosella Postorino e che racconta la terribile storia vera di Margot Wölk, resa nota soltanto nel 2012. Nelle sale italiane dal 27 marzo 2025 Le assaggiatrici narra di tutte quelle donne che, nella Germania del ’43, sono state costrette ad assaggiare i pasti preparati per il Führer con il rischio che fossero avvelenati. Hitler, vedendo nemici ovunque e ossessionato dalla possibilità che si ricorresse a qualsiasi mezzo per ucciderlo, doveva accertarsi che il cibo che arrivava a lui non fosse contaminato. Le donne venivano quindi costrette, ogni giorno, a sfiorare la morte. Mangiando del cibo non solo squisito, ma lo stesso cibo che scarseggiava da tempo. Le assaggiatrici si concentra in particolare sul personaggio di Rosa che, da Berlino, raggiunge il paesino dove vivono i genitori del marito, del quale aspetta il ritorno dal fronte.

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Il giorno successivo al suo arrivo, nella casa dove i suoceri la accolgono, viene portata nella Tana del Lupo, quartier generale di Hitler e costretta, insieme ad altre donne, a mangiare del cibo che avrebbe potuto ucciderla. Soldini negli anni ha realizzato film dai generi più disparati, basti pensare a Brucio nel vento, Le acrobate, Pane e tulipani, Agata e la tempesta e Il colore nascosto delle cose, sperimentando anche il documentario con Per altri occhi – avventure quotidiane di un manipolo di ciechi, con il quale ha vinto il Nastro d’argento come miglior documentario. Come altri suoi prodotti, Le assaggiatrici non è solo racconto e descrizione, ma anche un viaggio all’interno delle vite e della psicologia di queste donne, durante la seconda guerra mondiale e durante una situazione assurda e brutale. I suoi personaggi sono spesso inquieti e spaventati, ma nei rapporti con gli altri ritrovano tutto ciò che precedentemente potevano aver perso. Dal respiro internazionale come ogni film di Soldini, anche quelli più radicati nel territorio italiano, Le assaggiatrici ha un cast interamente tedesco ed è stato presentato in anteprima alla 15ª edizione del Bif&st. 

Le assaggiatrici: intervista video al regista Silvio Soldini

Basato sul romanzo di Rosella Postorino, Le assaggiatrici riesce ad essere un film con una doppia sorgente e che si concentra tanto sulla storia più universale delle donne che devono assaggiare dei pasti che potrebbe essere avvelenati che su quella più privata di Rosa. “La prima cosa che mi ha colpito è stata proprio la situazione in cui si trovano queste donne, che volenti o dolenti, devono assaggiare i pasti di Hitler perché c’è la possibilità che siano avvelenati e ogni pasto potrebbe essere l’ultimo, e questo tutti i giorni, per più di un anno“, ha dichiarato Silvio Soldini. “E poi la storia di Rosa mi ha molto coinvolto, lei arriva da Berlino in un paesino al confine con la Polonia, non è mai stata in questi luoghi, ed è lì nella speranza che i genitori del marito possano proteggerla, e invece appena arriva viene presa e portata al quartier generale di Hitler e quindi va a finire molto peggio di come si aspettava“. Le assaggiatrici, che mantiene il linguaggio che ha caratterizzato il cinema di Soldini negli anni, è il primo film d’epoca realizzato dal regista. “In questo caso la sfida principale nel fare un film d’epoca riguardava una cosa che a me capita, purtroppo, troppo spesso, di sentire qualcosa a cui non credo quando vado a vedere un film d’epoca, non sempre, per fortuna, però mi è successo e quindi la mia paura principale era questa“, ha affermato Soldini. “La mia attenzione è stata quindi quella di far sì che quello che stava succedendo sembrasse assolutamente vero, perché è accaduto sul serio, quello delle donne che assaggiano, e ci tenevo tantissimo che fosse vissuto dallo spettatore come reale e che potesse partecipare come se avvenisse oggi“, ha poi concluso.

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